Si può affermare senza ombra di dubbio che Artoni sia uno dei corrieri storici italiani e che sia uno dei principali operatori del settore, specialmente nella movimentazione delle merci voluminose e su pallet.

Ma allo stesso modo si può considerare Artoni come una “grande decaduta” come, per fare un esempio, è Olivetti.

Il servizio di corriere espresso venne fondato nel 1933 a Guastalla (Reggio Emilia) e ha iniziato, controllato dalla famiglia Artoni, ad espandersi rapidamente sul territorio italiano a partire dal 1973 fino a coprire l’intera Italia nel 1990. I punti di forza del servizio di Artoni sono sempre stati la grande velocità, una rete capillare di filiali, moltissimi autisti dipendenti o indipendenti e i prezzi competitivi sul mercato.

Ma la crisi economica dei primi anni 2000 e una serie di investimenti sbagliati da parte dell’azienda (la decisione di puntare solo sul volume delle merci, investimenti informatici che si sono rivelati inutili e deleteri) hanno provocato un vero e proprio effetto domino che ha messo in ginocchio il gruppo Artoni e tutte le società che lo compongono, specialmente da quando le filiali hanno smesso di pagare l’affitto dei terreni.

I numeri presentati da Artoni Logistica agli ufficiali giudiziari parlano di una realtà pessima, con più di 130 milioni di euro di perdite e un indebitamento complessivo di 230 milioni di euro. Come è facile immaginare ci sono stati una lunga serie di licenziamenti e di proteste sindacali con il fallimento di Artoni Logistica.

Il gruppo è stato messo in amministrazione straordinaria ed è stato acquistato (si dice a cifre irrisorie) da Fercam, intenzionata a prendere il controllo del mercato usando le filiali e i contratti di Artoni. Ad oggi quindi il gruppo Artoni è di nuovo attivo sul territorio nazionale ma è solo una succursale di Fercam, che è la vera padrona del marchio. Al momento Fercam sta gestendo le filiali di Artoni sul territorio nazionale ma la situazione può cambiare in ogni momento.

Si può quindi giungere alla conclusione che Artoni è un gigante caduto che non ha la possibilità di rialzarsi in piedi a causa di debiti e cattiva amministrazione.

Il servizio di trasporto ha risentito di questa situazione?

Ovviamente molti autisti hanno scelto di lavorare per altri corrieri e la flotta di mezzi non è più grossa come un tempo, ma riesce comunque a coprire buona parte del territorio nazionale anche grazie a Fercam. Si tratta di un corriere non espresso che consegna in 24 ore (può farlo, ma solo a determinate condizioni e con un sovraprezzo) ma è relativamente economico e non si riscontrano particolari problemi (anche se ogni filiale è assolutamente un caso a parte e non è possibile garantire nessun problema).

Non è un corriere adatto alle persone che devono spedire delle scatole (anche di grande dimensione) e per i privati (i costi sono eccessivi) ma è ancora un corriere valido per le aziende che devono trasportare merci di grosse dimensioni e pallet pesanti in tutto il Paese.

Per adesso il futuro di Artoni è incerto, ma un rilancio è possibile, per quanto improbabile.